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sabato 20 luglio 2013

Whatapp gratis e con nuove funzionalità per iPhone e iPad, gioiscono gli utenti Apple

WhatsApp Logo

"Freschi aggiornamenti d'estate per il messenger più cool del momento."


WhatsApp, quella che con maggior probabilità si dimostra la più popolare soluzione di chat multi-piattaforma, ha da poco ricevuto un aggiornamento importante, su iOS, con molteplici novità sia nei contenuti che nella forma di distribuzione, infatti l’applicazione ufficiale diventa gratuita al download da App Store.
Non più i canonici 0,89 € per l’acquisto, ma distribuzione gratuita anche su iOS ed introduzione di alcune modifiche molto apprezzate sul lato dell’ usabilità generale. Tra le principali nuove features, risulta finalmente possibile eseguire il backup delle chat tramite iCloud, in modo da non perdere la cronologia in seguito ad una reinstallazione, inoltre viene offerta la funzione di invio multiplo foto nelle chat. Tutte le novità, nel changelog completo a seguire.
Novità nella versione 2.10.1
  • interfaccia multi invio: permette invio di selezione multipla di foto
  • supporto dello schema ULR per app di terze parti
  • backup e ripristino della cronologia chat tramite Cloud: WhatsApp > Impostazioni > Impostazioni chat > Backup della Chat


WhatsApp è scaricabile gratuitamente da App Store, ma seguirà la strada intrapresa su altre piattaforme, offrendo un anno di abbonamento gratuito, rinnovabile successivamente al prezzo di 0,89 €. Compatibile con iPhone. Richiede l’iOS 4.3 o successive. Questa app è ottimizzata per iPhone 5.

hdblog.it

venerdì 14 settembre 2012

Iphone 5: la presentazione è già parodia, risate assicurate!



Da alcuni anni, in concomitanza dell'uscita dei prodotti della mela morsicata si susseguono questi brevi video parodia.


Con la stessa attesa che anticipa l'uscita di un nuovo prodotto Apple,fioccano in rete le parodie del lancio pubblicitario, visto il seguito che hanno su youtube lo possiamo classificare come fenomeno virale dell'era internet.
Ecco a voi la spassosissima presentazione versione italiana dell'ultimo mela-fonino "nato" ieri. A voi la scelta se comprare o meno l'iphone dopo aver visto questa video-presentazione.


giovedì 13 settembre 2012

Iphone 5 post-Jobs: nuovo processore, schermo più luminoso e molto altro

Il responsabile mondiale del Marketing presenta il nuovo iPhone

Apple ha presentato iPhone 5. La nuova versione dello smartphone della casa di Cupertino adotta uno schermo da 4 pollici con risoluzione 1136 x 640 pixel, supporta le reti LTE e ha un chip nuovo di zecca chiamato A6. Design rinnovato e iOS6 completano le novità.

Apple ha presentato iPhone 5 con iOS 6, più sottile e leggero (7,6 millimetri di spessore per 112 grammi di peso) e con un design rinnovato basato su vetro e alluminio anodizzato. Ha un nuovo display LCD IPS Retina da 4 pollici - più grande quindi di quello da 3,5 pollici dei modelli precedenti - con risoluzione 1136 x 640 pixel (16:9, 326 PPI). La larghezza è rimasta inalterata, ma ora è più lungo. I sensori touch sono integrati nell'LCD, e questo non solo consente una migliore precisione dei tocchi, ma anche una luminosità superiore.

Secondo Apple, poiché è stata aumentata l'altezza del display anziché la larghezza, iPhone 5 è comodo da usare anche con una mano sola. In questo modo la casa di Cupertino ha inserito una quinta fila di icone in verticale e tutto il sistema operativo è stato aggiornato per adattarsi al nuovo schermo.
Durante l'evento, Apple ha mostrato applicazioni ottimizzate per la nuova dimensione del display, ma ha anche precisato che non ci saranno problemi per quelle app pensate per lo schermo da 3,5 pollici, che semplicemente mostreranno una banda nera in alto e in basso. Questo stato di cose, verosimilmente, durerà un po', ma secondo Apple gli sviluppatori potranno aggiornare le loro creazioni con facilità.

All'interno dello smartphone si nasconde un chip A6 con prestazioni grafiche e di calcolo due volte superiori all'A5 integrato nell'iPhone 4S, ma al tempo stesso è anche più piccolo (-22%). Secondo voci da confermare, si tratta di una soluzione dual-core basata su architettura ARM Cortex A15 con grafica quad-core PowerVR SGX543, il tutto prodotto a 32 nanometri. Ignota - al momento - la frequenza.


venerdì 7 settembre 2012

Apple iPhone 5: come potrebbe essere

Probabile prototipo di iPhone 5  con un nuovo tipo di connettore


Apple made its iPhone event date official today after weeks of chatter. What will the new version bring that its predecessor didn’t? What won’t it do that people want it to? Luckily, this may be among the most leaked pre-release Apple devices ever, so we actually have a pretty good idea of what to expect.

Screen Stature
Even if you know nothing else about the next iPhone, you’ve probably heard that it will have a bigger screen. At this point, a screen size of somewhere in the neighborhood of 4 inches (4.08-inches diagonal with a 16:9 screen ratio and Retina-qualifying 320 ppi pixel density, if you want to get particular) is almost guaranteed, thanks not only to numerous reported part leaks, but also to software clues found within the pre-release iOS 6 development simulator.
People have been talking about the iPhone getting a bigger screen since before the 4S was released, but a number of reasons have been suggested as to why Apple stuck with the 3.5-inch display despite ballooning proportions among Android rivals. There’s pocketability, of course, and battery life concerns, and also the natural reach of a person’s hand when using their thumb on a touch-screen device. But key rival Samsung’s screen are only getting bigger, and though a larger one might have a slightly negative effect on iPhone ergonomics, the benefit of a big beautiful display as a way to attract consumers looking for a significant material reason to upgrade is a good reason for Apple to introduce one now.

LTE
As much as a bigger screen seems a sure thing, Apple’s also almost bound to include LTE connectivity in its newest phone. Why? Because 3G (and even AT&T’s “faux-G”) is pokey. Of course, that’s a relative term, and that’s exactly the point; since Apple introduced the iPhone 4S in September of last year, LTE has grown. In terms of commercial availability, a July report from the Global mobile Suppliers Association pegs the number of operators looking to at least trial LTE deployments at 338 in 101 countries, and notes that the “number of commercial LTE networks has quadrupled in just over a year.”
Apple has a history of not adopting tech until it gains wide consumer adoption and proves itself in the market (with the noteworthy exception of some it pioneered like Thunderbolt and FireWire), but LTE has achieved significant penetration among mobile users. Battery is another concern when it comes to true 4G cellular connectivity, but Apple proved it has the engineering chops necessary to solve that problem with the latest, LTE-capable iPad, so get ready for much faster mobile browsing with the next Apple smartphone.

mercoledì 22 agosto 2012

Difendersi dalla Nuvola



La storia del giornalista americano derubato della sua vita digitale può preoccupare i novizi del cloud, ma per dormire tra due guanciali bastano pochi accorgimenti.














Fatta la frittata, Apple corre ai ripari: dopo il disastroso caso di furto di identità digitale avvenutopochi giorni fa ai danni del giornalista americano Mat Honan, la compagnia ha deciso di prendere provvedimenti. Sarà che il collaboratore di Gizmodo e Wired ha fatto in modo di dare più risalto possibile alla sua vicenda, ma i vertici di Apple hanno (quasi) istantaneamente sospeso i reset delle password Apple ID tramite procedura telefonica. E mentre a Cupertino decidono come rendere più affidabile questa pratica, qualcuno inizia a chiedersi se mettere i propri dati nella nuvola sia così sicuro. 

In realtà lo è. Basta seguire pochi semplici accorgimenti di buon senso. 

Trova 
password decenti L'ideale sarebbe un bel codice generato casualmente composto da lettere, numeri e simboli, ma se lo sforzo mentale per ricordarlo è insostenibile, cerca almeno di non essere banale. Nomi, date di nascita e la combinazione della valigia del presidente Scrocco sono decisamente troppo semplici per affidare loro la tua vita digitale. A questo punto è meglio una frase intera: facile da ricordare, ma abbastanza lunga da non poter essere azzeccata. Il discorso vale anche per le famigerate domande segrete: qualunque esse siano, non scegliere risposte troppo brevi o che possano essere scovate in Rete (magari sulla tua pagina Facebook). 

Non 
riciclare Hai trovato una combinazione sicura? Perfetto, ora cambiala: in linea di massima, è bene usarne una sempre diversa per ciascun servizio a cui si ha accesso, modificarla di frequente come molti servizi di home banking ti obbligano a fare. Con il secondo accorgimento rendi più difficile un attacco portato sul lungo periodo, mentre con il primo scongiuri il rischio che chi ti soffia la password di Facebook possa metterti al tappeto anche la posta, Twitter e tutto il resto. 

Usa 
l'autenticazione due fattori Anche Honan l'ha ammesso: se non fosse stato così pigro da non attivarla, l'hacking ai suoi danni si sarebbe infranto contro la barriera di Gmail. I servizi di Google (e con Big G anche altri come Facebook) ti chiedono di inserire tra i tuoi dati il numero di cellulare: appena cerchi l'accesso al tuo account da un dispositivo sconosciuto, ti viene inviato un sms con un codice aggiuntivo da inserire oltre a nome utente e password. Attivala anche tu. 

Fai 
una copia di backup Un consiglio che nasce con l'invenzione del computer: se non vuoi perdere i tuoi dati, fanne una copia. Che il motivo sia un hard disk difettoso o qualcuno che ti vaporizza foto e video da remoto, se li conservi al sicuro su un supporto aggiuntivo puoi dormire come un angioletto. 

Crittografia 
portami via Se poi sono addirittura dati segreti, puoi rivolgerti a un servizio o un software di crittografia: così se un ladro di informazioni riesce ad avere accesso alla tua nuvola, troverà solo una serie incomprensibile di 1 e 0. L'unica cosa importante è che non siano servizi o programmi direttamente dipendenti dal tuo provider di spazio cloud, e magari che le informazioni di accesso siano conservate da un'altra parte. 

wired.it

venerdì 10 agosto 2012

Cloud s*****, parola di Steve Wozniak

Wozz
     



















Lo storico cofondatore di Apple si scaglia contro la tecnologia cloud senza risparmiare epiteti. Ma qual è il rischio di abbracciare la nuvola con troppo entusiasmo?


Quando un guru storico della tecnologia come Steve Wozniak parla, di solito le conseguenze non tardano ad arrivare. E proprio il Woz ha recentemente espresso tutto l'astio che prova nei confronti del cloud computing. L'occasione era una cordiale chiacchierata dopo la performance del monologhista Mike Daisey – The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs – alla quale aveva preso parte anche il papà dell'Apple II.

Quando tra i vari argomenti si è scivolati sul cloud, Wozniak si è sfogato: “Sono veramente preoccupato di tutti questi dati che migrano sulla nuvola ogni giorno. Sarà orrendo, nei prossimi cinque anni dovremo confrontarci con un bel po' di problemi. […] Il principale dei quali è che con la nuvola perdi la proprietà e il controllo dei tuoi dati, li cedi al gestore del servizio nel momentoin cui accetti i termini del servizio”.

La Rete ha subito fatto eco alle parole del guru: il cloud computing è una tecnologia che sta prendendo piede e come tale annovera ancora una nutrita schiera di detrattori, che sono stati ben contenti di trascinare il Woz tra le proprie fila. In contemporanea con la chiacchierata in questione poi si è verificato un fatto di cronaca digitale che sembra modellato sulle dichiarazioni pessimiste di Steve.

domenica 29 luglio 2012

Un sito Cinese mette in pre-vendita Apple iphone 5





Un sito cinese affiliato di Alibaba ha aperto le prenotazioni per l'iPhone 5, dietro versamento di un acconto di 160 dollari e c'è anche qualcuno che sta già vendendo il melafonino a prezzo pieno.



Non stupitevi se l'iniziativa sta andando a gonfie vele. Il tam tam mediatico è partito lo scorso anno qualche minuto dopo l'annuncio dell'iPhone 4S e c'è sicuramente qualcuno che ha già piazzato da mesi di fianco alla porta di casa lo zaino con tenda da campeggio e sacco a pelo. Perché perdersi il minuto dell'apertura dell'Apple Store e non essere nel primo gruppo di "eletti" disposti a tutto pur di assicurarsi il melafonino è roba da pazzi.

Ma questa volta molti cinesi avranno una scorciatoia per salvare l'onore e risparmiare un bel po' di fatica: Taobao, come ha spiegato all'agenzia Reuters, ha messo in prevendita il prodotto e ha pianificato di acquistare l'iPhone 5 a Hong Kong e quindi importarlo nella Cina continentale. La scelta non è casuale: spesso i prodotti Apple sono disponibili a Hong Kong prima che nel resto del Paese. A quanto sembra l'iniziativa non è una bufala, anche se il sospetto è lecito dato che non si sa ancora quando verrà annunciato il prodotto: se questa volta arrivasse un iPhone 4Sbis cosa succederebbe? Le prenotazioni sarebbero tenute "in caldo" per il 2013? Scherzi a parte, l'attenzione mediatica è talmente alta attorno al nuovo prodotto che c'è anche un venditore che sta chiedendo il pagamento del prezzo completo (1100 dollari, ovviamente calcolato a spanne) dell'iPhone, e riferisce che le vendite stanno andando a gonfie vele (due dozzine di ordini in meno di una settimana).

Il possibile nuovo mela-fonino


I siti in questione hanno ovviamente riempito le pagine promozionali con foto e specifiche tecniche, attingendo all'ampio repertorio online di indiscrezioni e supposizioni assolutamente prive di consistenza. Tutti danno per scontato un prodotto con uno schermo più grande di quello dell'iPhone 4S, una forma allungata della base con la presa jack dell'auricolare nella parte bassa, una versione iperpotente di Siri. C'è poi una lista di 17 possibili nuove funzioni, con la percentuale di probabilità che vengano davvero integrate. Per esempio, il sensore biometrico è dato al 20 percento: almeno uno spiraglio di onestà nel mare magnum delle informazioni date per certe, che sono tutto fuorché garantite.

Qualcuno si starà facendo grasse risate, ma tornando seri per un momento tutto quello che vi abbiamo raccontato non è altro che un sintomo (in chiave cinese ovviamente) del livello di popolarità che Apple ha raggiunto in un anno nel Paese della grande Muraglia. La domanda per i prodotti della mela morsicata è tale che molti consumatori li acquistano come beni di contrabbando pur di ottenerli, un po' come si faceva negli Stati Uniti ai tempi del proibizionismo. Questo fa di Apple una delle potenze mediatiche più forti al mondo, ben più di una "banale" azienda hi-tech.

tomshw.it

martedì 24 luglio 2012

Apple amplia il Data Center in North Carolina

La sede di Maiden in North Carolina
La società di Cupertino sta pensando di affiancare alla server farm di Maiden, in North Carolina, un secondo e più piccolo sito, con 11 stanze a disposizione per ospitare cluster di server. Il costo previsto della struttura è di 1,9 milioni di dollari ed ad alimentarla saranno anche un impianto fotovoltaico da 20 megawatt e uno di celle a combustibile.

Lavori in corso si sovrappongono a lavori in corso in quel di Maiden, in North Carolina: qui, il cantiere della Apple amplia gli obiettivi, dopo l’annuncio di un secondo data center che andrà ad affiancare quello già esistente, e che come il primo sarà alimentato dai due impianti “green” attualmente in costruzione, quello fotovoltaico da 20 megawatt e quello di celle a combustibile.
La notizia, riportata dal  Winston-Salem Journal, si deduce dai permessi richiesti dalla compagnia di Cupertino alle autorità alla contea di Catawba, in cui è collocata Maiden. L’investimento previsto da Apple è di poco meno di 1,9 milioni di dollari (1,885 milioni), che serviranno a realizzare unastruttura di circa 2mila metri quadri, con 11 stanze, raffreddata – oltre che dalle fonti rinnovabili – da 22 impianti di condizionamento e 14 di deumidificazione, oltre che da ventilatori.


lunedì 23 luglio 2012

Apple iPhone5 smentite: nussuna produzione in corso

iPhone 4

Secondo una testata statunitense Apple sta ancora testando il nuovo iPhone, e non sarebbe vero che è già in produzione. Si afferma inoltre che ci sarà l'hardware NFC, 1 GB di RAM e compatibilità con le reti LTE.

Il prossimo iPhone non è già in produzione come si era speculato qualche giorno fa. Ne dà notizia Jonathan S. Geller su Boy Genius Report citando "fonti affidabili", e aggiunge il fatto che l'hardware NFC sarà presente sul prossimo smartphone Apple, smentendo così un'altra indiscrezione circolata nei giorni scorsi. Secondo Geller l'iPhone 5 – che in verità potrebbe chiamarsi semplicemente iPhone – è al momento in una fase di preproduzione detta "engineering verification stage" o EVT, alla quale seguirà la "design verification stage". Si tratta di passaggi preliminari che dovrebbero servire a garantire la bontà del prodotto prima di avviare la produzione vera e propria.

Geller dà anche per certa la presenza di hardware NFC, la tecnologia nota per la comunicazione tra dispositivi a breve distanza ad alta sicurezza, e su cui si sta investendo per trasformare lo smartphone in una carta di credito elettronica. E così si smentisce (per il momento) l'idea secondo cui Apple avrebbe rinunciato a questa tecnologia, perché poco vantaggiosa e troppo affamata di energia, in cambio di una funzione analoga ma legata all'account Apple. Si danno anche per certe la presenza di un 1 GB di RAM (il doppio rispetto all'iPhone 4S) e delmodulo LTE.

Due fattori più che credibili, ma resta da vedere se quanto alla compatibilità LTE Apple saprà gestire la comunicazione più saggiamente di quanto ha fatto con l'iPad. Con il tablet infatti l'azienda è stata accusata di pubblicità ingannevole in molti paesi, e non ha saputo rispondere che con scuse discutibili. Quanto alla compatibilità, è lecito supporre che le reti LTE compatibili saranno solo quelle USA - ma non possiamo darlo per certo. Ammesso e non concesso che i dati raccolti dal reporter statunitense siano corretti non può comunque mancare molto all'avvio delle linee produttive. Ci si aspetta infatti che Apple presenti il nuovo smartphone il prossimo ottobre, ed è prevedibile che nei giorni successivi pioveranno milioni di prenotazioni. Generalmente le prime consegne si effettuano a partire da due settimane dopo l'annuncio, e quindi per l'inizio di novembre al massimo Apple dovrà avere qualche milione nuovi iPhone. Un volume che non si può certo raggiungere in una manciata di giorni.

giovedì 19 luglio 2012

Apple iPhone5 senza tecnologia NFC

Si affacciano i primi terminali "NFC ready"


Stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal Apple non integrerà la tecnologia NFC negli iPhone di prossima generazione. Da una parte ci sarebbe un impatto troppo pesante sull'autonomia, dall'altra Apple preferirebbe una soluzione personalizzata che sfrutti i 400 milioni di utenti registrati su iTunes con relative carte di credito.




L'iPhone 5 forse non integrerà la tecnologia NFC (Near Filed Communications). Secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano finanziario Wall Street Journal la tecnologia per i pagamenti wireless e lo scambio di file a corto raggio inciderebbe negativamente sull'autonomia, quindi Apple starebbe cercando una soluzione alternativa più efficiente. Non ci sono conferme ufficiali a suffragio di questa tesi, ma secondo le fonti del WSJ Apple sembra intenzionata a usare un approccio cauto nei confronti nell'NFC, che potrebbe portarla tanto per cambiare a una soluzione controtendenza. Dando per scontato che l'iPhone 5 arriverà come da programma a ottobre, il quotidiano ritiene probabile che l'azienda di Cupertino abbia deciso di snobbare lo standard per i pagamenti di prossimità a favore di una soluzione proprietaria con funzioni analoghe.

La scelta potrebbe cadere su PassBook, l'app per la gestione di carte d'imbarco, prenotazioni, punti di carte fedeltà o biglietti per un evento sportivo annunciata il mese scorso, che però nella versione attuale non permette collegamenti direttamenti alle carte di credito, quindi nemmeno di usare il telefono per i pagamenti elettronici. Stando a quanto scritto dal Wall Street Journal Apple avrebbe iniziato a esplorare l'opportunità di integrare pagamenti mobili nei suoi terminali lo scorso anno, nel periodo in cui Google debuttò con Google Wallet. Fra le opzioni al vaglio c'era la costruzione di una rete proprietaria di pagamento, che sfruttasse i 400 milioni di conti aperti con carte di credito su iTunes. 

Forse Apple ha scartato l'ipotesi per via della complessità logistica di una scelta simile. Sembra tuttavia che il vero motivo per il quale l'NFC è stato messo in standby sia di natura tecnica. Sempre secondo le fonti bene informate del quotidiano statunitense, infatti, gli ingegneri avrebbero provato a integrare chip e antenna NFC all’interno dell'iPhone, ricavandone unanotevole riduzione della durata della batteria. La domanda che ci poniamo è per quanto tempo Apple potrà permettersi di chiamarsi fuori dal nuovo standard globale, ora che di telefoni concorrenti con NFC integrato ce ne sono parecchi, lo sviluppo di Google Wallet e di ISIS prosegue senza sosta e Microsoft sta lavorando a sua volta su soluzioni analoghe.ù

tomshw.it

lunedì 16 luglio 2012

Apple iPhone5 vetro e alluminio in produzione

Indiscrezioni non ufficiali confermerebbero che il prossimo teleonino di Apple si chiamerà davvero iPhone5 e sarà fabbricato in vetro e alluminio. Intanto in Cina sembrano andare male le vendite del nuovo iPad: ha poche innovazioni rispetto al modello precedente, rispetto al quale pesa di più.   Apple sta già producendo l'iPhone 5: lo sostiene il blogger giapponese Macotakara. Forse è l'unica indiscrezione attendibile fra le molte in circolazione sul prossimo smartphone di Apple, che dovrebbe essere in vendita agli inizi di ottobre.

 Il blogger ha pubblicato anche una foto con un dettaglio del retro del nuovo iPhone 5, che sembrerebbe-- realizzato in vetro e alluminio, ma non ci sono elementi per capire se l'informazione sia attendibile. Se così fosse le indiscrezioni precedenti che ipotizzavano una scocca posteriore identica a quella dell'iPad (in solo alluminio) sarebbero da scartare, ma ricordiamo che i rumor su Apple sono sempre abbondanti, ma molto spesso sono poco attendibili.

Anche perché ormai sul prossimo telefono di Apple si è detto di tutto. Tutti danno per scontata la presenza di un display Retina da almeno 4 pollici, con un aspect ratio di 16:9 invece dell'attuale 3:2. Sarebbe confermato anche il nome iPhone 5, e circolano voci su un processore a due o quattro core.
 

Mentre il prossimo melafonino continua ad attirare l'attenzione rischia di passare in secondo piano lo scarso successo che starebbe riscuotendo in Cina l'iPad di terza generazione. Il prodotto arriverà in vendita il 20 luglio con ampio ritardo a causa della disputa legale con Proview, ma molti lo stanno già acquistando da Hong Kong e stando a quanto pubblicato dal quotidiano locale China Daily le vendite sarebbero più fiacche di quelle dei predecessori. A smorzare l'entusiasmo sembrerebbero concorrere il peso più abbondante di quello dell'iPad 2 e la mancanza di migliorie rilevanti in confronto al modello precedente. Insomma, il display Retina non sarebbe abbastanza per giustificare una spesa così consistente. ù

Del resto anche in occidente le valutazioni non erano state differenti: l'iPad ha senso (molto) come aggiornamento per chi aveva il primo modello e può essere una buona scelta per chi deve acquistare un tablet ma non è indispensabile per chi ha già l'iPad 2. È possibile che la situazione venga sovvertita nel giro di qualche settimana, del resto la passione cinese per i prodotti della mela morsicata è nota: la regione (che conta anche Taiwan e Hong Kong) nello scorso trimestre ha portato nelle casse di Cupertino 7,9 miliardi di dollari di fatturato, il 20 percento del totale rastrellato da Apple.

tomshw.it

martedì 3 luglio 2012

Mac Book 12 PRO - Retina: benchmark e temperature

Termografie del nuovo Mac Book sotto stress


Il MacBook Pro Retina ha qualità termiche eccellenti, come hanno scoperto i redattori della giapponese ItMedia. Con 25 gradi ambientali, il MacBook Pro Retina è stato sottoposto a tre diverse prove: idle (inattivo), quindici minuti di riproduzione video e massimo carico (benchmark), e non si sono mai superati i 49 gradi. 

L'analisi è interessante perché con il MacBook Pro Retina Apple ha introdotto un design completamente nuovo. Non solo per il ridotto spessore, simile a quello degli ultrabook e del MacBook Air, ma soprattutto per la disposizione dei componenti interni.


Dal punto di vista termico si fanno notare le due ventole che assorbono aria dai lati destro e sinistro del portatile (è l'unico modello con feritoie), e la espellono in corrispondenza della cerniera. Nelle immagini termiche potete vedere le due "colonne" di calore sullo schermo.
Nella situazione di "calma assoluta" la temperatura arriva al massimo a 30 gradi nella parte centrale della tastiera (che corrisponde a CPU, GPU e altro), mentre poggiapolsi e trackpad si fermano a 26 gradi. Dopo 15 minuti di riproduzione video abbiamo rispettivamente 35 e 28 gradi e un computer ancora silenzioso come quando era in idle.
Nei primi due test quindi calore e rumorosità non sono un problema. Si fanno notare invece sotto sforzi più intensi: 40 gradi nella parte centrale, 30 sul touchpad, e le due ventole che arrivano fino a 46 dB – udibili anche in un ufficio con altre persone al lavoro. Al massimo carico la tastiera diventa ancora più calda, e sfiora i 49 gradi, mentre il touchpad arriva quasi a 31.
Le temperature più alte per qualcuno potrebbero essere fastidiose in effetti, ma ciò non toglie che il lavoro degli ingegneri Apple si è rivelato sopraffino da questo punto di vista. Un risultato che forse non sarebbe possibile senza compromessi non proprio piacevoli, come l'impossibilità di aumentare la RAM o cambiare l'unità SSD.
Se Apple ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista termico, potrebbe però non valere altrettanto per quanto riguarda il punto di forza di questo computer, cioè lo schermo con l'incredibile risoluzione di 2880x1800 pixel:
Alcuni utenti infatti hanno lamentato un evidente problema di ghosting, cioè permanenza di immagini parzialmente "stampate" sullo schermo che spariscono lentamente. Si tratta di pochi casi isolati fino ad ora, e Apple sta sostituendo i prodotti difettosi – purtroppo con tempi di attesa piuttosto lunghi.

tomshw.it



giovedì 28 giugno 2012

Nuovo Mac Book Pro 12: Altri dettagli






Nous avons réussi à obtenir quelques informations techniques sur le MacBook Pro Retina que nous partageons avec vous.
Pour commencer, sachez qu'Apple exige de ses techniciens qu'ils passent une certification spécifique pour réparer ces machines. C'est essentiellement lié à la batterie inamovible. La société veut à tout prix éviter que quelqu'un ne tente de la décoller au risque de la voir abîmée ce qui serait très dangereux.
Ensuite, cette machine est sans aucun doute le portable Apple ayant le moins de pièces détachées disponibles. On en compte au total seulement 20 parmi lesquels la carte mère (6 références en fonction du CPU et de la quantité de RAM), le combiné trackpad batterie, le capot / écran, les deux ventilateurs, la carte Wi-Fi...
La machine est en fait aussi élégante dedans que dehors avec le strict minimum de nappes et câbles qui circulent, seulement quelques uns.
D'un point de vue encore plus technique nous avons eu accès aux diagrammes internes de la carte mère:
  • Le Chip Thuderbolt est bien un Cactus Ridge qui reçoit deux entrées Displayport de la carte graphique et a deux sorties Thunderbolt qui se partagent 4 lignes PCI-Express 2.0.
  • La carte graphique est bien branchée via 8 lignes PCI-Express 3.0.
  • La caméra FaceTime HD a droit à son propre lien USB 2.0 arrivant tout droit du contrôleur Intel Panther Point.
  • La carte Wi-Fi et le lecteur de carte SDXC (Max 100 Mo/s) sont chacun connectés à une ligne PCI-Express 1x.
  • La carte graphique livre au total 3 sorties Displayport 1.2, deux pour le Thunderbolt et une pour l'écran et une dernière en HDMI 1.4a.
  • Une puce SMC très évoluée est en charge de tout ce que le couple CPU / Chipset ne gère pas, de l'éclaraige de l'écran aux dizaines de capteurs en passant par la vitesse de rotation des ventilateurs.
  • Malgré le nombre suffisant de ports USB 2.0 présents sur le chipset, Apple a quand même fait le choix d'installer en interne un hub USB 2.0 sur lequel sont connectés trackpad, clavier et module Bluetooth.



Per chi non mastica il francese ecco un resoconto in italiano



Per operare su tali macchine, Apple chiede ai tecnici dei negozi autorizzati una speciale certificazione. La macchina, come abbiamo visto, è difficile da aprire e persone poco competenti potrebbero far danni. Il MacBook Pro con Retina display è il Mac con il più basso numero complessivo di pezzi: venti in totale, compresa la scheda madre, CPU e RAM, batteria, trackpad, schermo, ventole, schede WiFi, ecc. Il chip che gestisce Thunderbolt è Cactus Ridge, supporta nativamente gli schermi con connettore Mini DisplayPort e quattro canali simmetrici da 10Gbps e due link DisplayPort. Per la scheda video è sfruttato un collegamento PCI Express 3.0. La videocamera FaceTime HD a 720p sfrutta un collegamento USB 2.0 interno appoggiandosi direttamente al chipset controller Intel Panther Point.
Lo Slot SDXC card (max 100 MB/s) e la scheda WiFi 802.11n sfruttano una linea PCI-Express 1x. La scheda video può gestire tre uscite DisplayPort 1.2, due con Thunderbolt e una per schermi HDMI 1.4a. Un chip per la gestione dell’SMC (controller di gestione del sistema) si occupa di funzioni avanzate come la gestione dei sensori e ventole. Nonostante il chipset dedicato sia in grado di gestire varie porte USB, Apple ha internamente integrato un hub USB 2.0 cui sono collegati trackpad, tastiera e il modulo Bluetooth.





macbidouille
maccity

mercoledì 27 giugno 2012

Nuovo Mac Book Pro 12: inmodificabile

This week, Apple delivered the highly anticipated MacBook Pro with Retina Display—and the tech world is buzzing. I took one apart yesterday because I run iFixit, a team responsible for high-resolution teardowns of new products and DIY repair guides. We disassemble and analyze new electronic gizmos so you don’t have to—kind of like an internet version of Consumer Reports. The Retina MacBook is the least repairable laptop we’ve ever taken apart: unlike the previous model, the display is fused to the glass—meaning replacing the LCD requires buying an expensive display assembly. The RAM is now soldered to the logic board—making future memory upgrades impossible. And the battery is glued to the case—requiring customers to mail their laptop to Apple every so often for a $200 replacement. The design may well be comprised of “highly recyclable aluminum and glass”—but my friends in the electronics recycling industry tell me they have no way of recycling aluminum that has glass glued to it like Apple did with both this machine and the recent iPad. The design pattern has serious consequences not only for consumers and the environment, but also for the tech industry as a whole. Four years ago, Apple performed a market experiment. They released the super thin, but non-upgradeable, MacBook Air in addition to their two existing, easily upgradeable notebooks: the MacBook and the MacBook Pro. Apple’s laptops had evolved over two decades of experience into impressively robust, rugged, and long-lasting computers. Apple learned a lot from the failings of the past: the exploding batteries of the PowerBook 5300, the flaky hinges of the PowerBook G4 Titanium, the difficult-to-access hard drive in the iBook. Apple’s portable lineup was a triumph—for consumers and for Apple itself. IT professionals the world over love working on the MacBook. I’ve disassembled a few of them myself, and I can attest that they are almost as easy to repair as they are to use. The 2008 Air went in a new direction entirely: it sacrificed performance and upgradeability in exchange for a thinner design. Its RAM is soldered to the logic board (as in the Retina MacBook Pro), so upgrading it means replacing the entire expensive logic board. And like all laptops, the Air has a built-in consumable. The MacBook Air’s battery was rated to last just 300 charges when it was introduced. But unlike laptops before it, replacing the Air’s battery required specialized tools and removing some nineteen screws. When Apple dropped the MacBook Air to $999 in 2010 to match the price point of the MacBook, they gave users a clear choice: the thin, light, and un-upgradeable MacBook Air or the heavier, longer lasting, more rugged, and more powerful MacBook. Same price, two very different products. At the time, I wasn’t very happy with the non-upgradeable RAM on the MacBook Air, but I respected that Apple had given their users a choice. It was up to us: did we want a machine that would be stuck with 2 GB of RAM forever? Would we support laptops that required replacement every year or two as applications required more memory and batteries atrophied? Consumers overwhelmingly voted yes, and the Air grew to take 40% of Apple’s notebook sales by the end of 2010. The success of the non-upgradeable Air empowered Apple to release the even-less-serviceable iPad two years later: the battery was glued into the case. And again, we voted with our wallets and purchased the device despite its built-in death clock. In the next iteration of the iPad, the glass was fused to the frame. Once again, with another product announcement, Apple has presented the market with a choice. They have two professional laptops: one that is serviceable and upgradeable, and one that is not. They’re not exactly equivalent products—one is less expensive and supports expandable storage, and the other has a cutting-edge display, fixed storage capacity, and a premium pricetag—but they don’t have the same name just to cause confusion. Rather, Apple is asking users to define the future of the MacBook Pro. Apple isn’t fundamentally against upgradeability and accessibility. The current Mac Mini has compelling finger slots that practically beg people to open it. When Steve Jobs released the “open-minded” Power Mac G3 with a door that opened from the side, the audience oohed and aahed. Apple products have historically retained their value quite well, in part due to third-party repair manuals, but also due to a number of very modular, very upgradeable designs. Even the MacBook Pro was originally touted as an accessible, repairable machine—at Macworld in 2009, Steve Jobs said, “Our pro customers want accessibility: [...] to add memory, to add cards, to add drives.” That’s part of what I love about my MacBook Pro. I’ve upgraded my RAM, and I even replaced my optical drive with an 80 GB SSD. On the other hand, Apple has consistently introduced thinner, lighter products. They learn from experience. They react to their customers. They’re very adept at presenting us with what we want. And they give us options from time to time and allow product sales to determine their future designs. We have consistently voted for hardware that’s thinner rather than upgradeable. But we have to draw a line in the sand somewhere. Our purchasing decisions are telling Apple that we’re happy to buy computers and watch them die on schedule. When we choose a short-lived laptop over a more robust model that’s a quarter of an inch thicker, what does that say about our values? Every time we buy a locked down product containing a non-replaceable battery with a finite cycle count, we’re voicing our opinion on how long our things should last. But is it an informed decision? When you buy something, how often do you really step back and ask how long it should last? If we want long-lasting products that retain their value, we have to support products that do so. Today, we choose. If we choose the retina display over the existing MacBook Pro, the next generation of Mac laptops will likely be less repairable still. When that happens, we won’t be able to blame Apple. We’ll have to blame ourselves. They gave us the choice.