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mercoledì 25 luglio 2012
Intel offre 25000 dollari a chi scrive app Android per x86
L'azienda di Santa Clara ha promosso un'iniziativa per spingere lo sviluppo di applicazioni basate sul sistema operativo di Google, soprattutto giochi, per smartphone e tablet. Ufficializzata, intanto, l'acquisizione di Whamcloud, uno dei principali sostenitori di Lustre, un file system ampiamente usato nella fabbricazione di molti fra i supercomputer più importanti del mondo.
Intel investirà 29mila dollari per spingere lo sviluppo di applicazioni Android per smartphone e tablet con piattaforma x86. Il concorso bandito dalla casa di Santa Clara si chiama Code Project ed è volto a spingere gli sviluppatori che realizzano giochi per la piattaforma Android a creare nuovi contenuti per l'intrattenimento, specifici per i prodotti mobili con chip Intel.
Sul sito dell'iniziativa ci sono i dettagli e il regolamento: il concorso terminerà il 6 novembre e ci saranno quattro premi mensili da mille dollari ciascuno, più uno da 25mila dollari per il vincitore definitivo. Chi intende mettersi al lavoro dovrà realizzare l'applicazione e testarla con l'emulatore Android 4.0.4 disponibile online, quindi fornire via mail una descrizione del gioco corredata dalle informazioni tecniche richieste.
L'investimento di Intel è minimo in questa fase, ma è un primo passo per cercare di motivare gli sviluppatori con premi in denaro immediati che vanno oltre i ricavi provenienti dalla vendita delle app in Google Play. La mossa di Intel era ampiamente prevedibile, considerando che l'azienda sta cercando faticosamente di inserirsi nel mercato dell'ultramobility attualmente dominato dai chip ARM. Android e Windows 8 sono le uniche piattaforme su cui può puntare, che offrono un potenziale altissimo.
Sul versante Microsoft non dovrebbero esserci problemi in quanto le applicazioni per Windows supportano già nativamente la piattaforma x86. Semmai in questo caso sarà ARM a dover spingere affinché siano realizzate app ad hoc per la versione RT del sistema operativo. Sul fronte Android invece le difficoltà sono enormi, perché finora i chip Intel sono stati sostanzialmente inesistenti, e di pari passo anche le applicazioni. I primi smartphone con chip x86 di Intel sono in produzione dall'inizio di quest'anno con i marchi Lenovo, Lava International e Orange, e l'azienda sta investendo nella produzione di chip per tablet, conosciuti con il nome in codice Clover Trail, che dovrebbero arrivare entro la fine dell'anno.
Il problema è che il mercato mobile ruota attorno all'ecosistema che si offre agli utenti, non al prodotto hardware. E la grafica non è il punto forte dei chip Intel rispetto a concorrenti come Nvidia. Il mobile gaming è un mercato in continua crescita, peccato che la maggior parte delle applicazioni scritte per il mercato di Android siano basate sui processori ARM. Titoli come Angry Birds sono compatibili con i chip Intel, ma non bastano per attirare i consumatori che sono sempre più esigenti. Ecco il motivo del concorso, e perché sembra scontato che ci saranno in futuro altre iniziative analoghe.
ictbusinnes.it
domenica 15 luglio 2012
Intel investe nei chip di nuova generazione
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| Tecnico con un "wafer" di silicio |
Intel vuole alzare ulteriormente l’asticella prestazionale della legge di Moore. E dare ulteriore valore a un asset fondamentale come le sue ben note “fab”, le fabbriche che sforano ogni anno milioni di processori per computer, device digitali e apparati utilizzati in diversi settori verticali (automotive compreso).
Il colosso di Santa Clara ha infatti ufficializzato che investirà 3,1 miliardi di dollari per rilevare una quota di minoranza (pari al 15%) di ASML e metterà a disposizione un altro miliardo di dollari per finanziare le attività di ricerca e sviluppo della società olandese, prima al mondo nel settore delle macchine per l’incisione dei circuiti sui wafer di silicio.
L’operazione ha un fine ben preciso: accelerare entro i prossimi due anni l’adozione di tecnologie di processo di nuova generazione riducendo i costi per singolo “die” nell’ordine del 30-40%. Questo almeno l’obiettivo cui punta Intel e reso noto pubblicamente in una nota dal Chief Operating Officer della compagnia, Brian Krzanich.
L’ulteriore salto in avanti delle tecniche di lavorazione del wafer prevede in modo particolare l’utilizzo di formati da 450 millimetri in alternativa agli attuali da 300 millimetri e di sistemi EUV, Extreme ultraviolet lithography. I benefici aspettati, al di là del numero di transistor integrati in un chip (che secondo la legge di Moore raddoppiano ogni 18 mesi), sono sostanzialmente legati all’efficienza produttiva e secondo gli analisti di RBC Capital si parla di un saving sui costi nell’ordine dei due miliardi di dollari l’anno.
L’accordo non darà ad Intel il diritto di esclusiva sui futuri prodotti di ASML ma gli addetti ai lavori sono convinti del fatto che la società di Santa Clara trarrà dall’investimento sensibili effetti positivi in un momento di mercato difficile (causato dallo spostamento di domanda dai pc consumer ai device mobili), che registra non a caso il warning sui ricavi del secondo trimestre (previsti in discesa dell’11% rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio) lanciato ieri dalla storica rivale Amd.
L’operazione ha un fine ben preciso: accelerare entro i prossimi due anni l’adozione di tecnologie di processo di nuova generazione riducendo i costi per singolo “die” nell’ordine del 30-40%. Questo almeno l’obiettivo cui punta Intel e reso noto pubblicamente in una nota dal Chief Operating Officer della compagnia, Brian Krzanich.
L’ulteriore salto in avanti delle tecniche di lavorazione del wafer prevede in modo particolare l’utilizzo di formati da 450 millimetri in alternativa agli attuali da 300 millimetri e di sistemi EUV, Extreme ultraviolet lithography. I benefici aspettati, al di là del numero di transistor integrati in un chip (che secondo la legge di Moore raddoppiano ogni 18 mesi), sono sostanzialmente legati all’efficienza produttiva e secondo gli analisti di RBC Capital si parla di un saving sui costi nell’ordine dei due miliardi di dollari l’anno.
L’accordo non darà ad Intel il diritto di esclusiva sui futuri prodotti di ASML ma gli addetti ai lavori sono convinti del fatto che la società di Santa Clara trarrà dall’investimento sensibili effetti positivi in un momento di mercato difficile (causato dallo spostamento di domanda dai pc consumer ai device mobili), che registra non a caso il warning sui ricavi del secondo trimestre (previsti in discesa dell’11% rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio) lanciato ieri dalla storica rivale Amd.
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