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lunedì 29 luglio 2013

Fujitsu aumenta le prestazioni dei DWH Microsoft con una soluzione SSD



"Fujitsu Solutions crea un nuova base hardware per tutti quei Data Warehouse che fanno uso delle tecnologie T-SQL Microsoft, permettendo di aumentare le performance grazie agli oramai ben noti SSD."

L'esigenza di soluzioni certificate per ambienti Microsoft SQL è sempre più sentita. La risposta l'hanno data Fujitsu Technology Solutions (Fujitsu) e Violin Memory, una società californiana quest'ultima che è uno dei pionieri in una nuova classe di sistemi storage ad alte prestazioni basati su flash-memory e ideati per allineare le prestazioni dello storage con quelle delle applicazioni ad alta velocità, server e reti di nuova generazione.

L'obiettivo della partnership è stato quello di fornire soluzioni certificate di storage Flash con capacità di 20, 60 e 240 TB, in modo da incrementare fortemente le prestazioni di soluzioni di data warehouse basate su Microsoft SQL.

Schema di un Data Warehouse
Si tratta di soluzioni che, ha osservato Fujitsu, in precedenza potevano essere raggiunte esclusivamente mediante piattaforme server in-memory.

Il beneficio dell'uso congiunto di memorie Violin e della soluzione Fujitsu for Microsfot SQL risiede nel fatto che è possibile ridurre i costi operativi, ridurre le dimensioni di un data center, limitare i consumi energetici e provvedere all'importazione dei dati in minuti invece che in ore, contenere il tempo di query in secondi invece che minuti e far girare più query in parallelo.

Un altro aspetto interessante è che l'adozione della piattaforma derivata dall'accordo non richiede la reingegnerizzazione dell'ambiente di data warehousing e nemmeno di porre mano all'infrastruttura esistente.

tomshardware.it

giovedì 20 settembre 2012

Hitachi fa le prove per un hdd a elio da 7 Terabyte


Hitachi ha svelato un hard disk contenente elio anziché aria. Secondo l'azienda l'uso del gas consente di collocare più piatti in un prodotto e scrivere più informazioni su un singolo supporto. Inoltre ci sono vantaggi anche per i consumi e le temperature.


Hard disk pieni di elio per realizzare prodotti da 3,5 pollici da 7 terabyte già nel 2013. Hitachi Global Storage, parte di Western Digital, ha annunciato una nuova soluzione tecnologica per incrementare la capacità dischi fissi e abbassare il cosiddetto "costo di possesso" (TCO) per i clienti del settore enterprise e cloud.
Non si tratta quindi, almeno inizialmente, di una proposta indirizzata al mercato consumer, bensì a chi ha un datacenter e deve affrontare l'esplosione del fenomeno del cloud computing, ancora agli albori e nei prossimi anni sempre più centrale. Insomma, chi ha bisogno di molti hard disk con un'elevata capacità.

"La densità dell'elio è un settimo di quella dell'aria e questo offre vantaggi rilevanti", ha dichiarato l'azienda, sottolineando che il prodotto è frutto di sei anni di ricerca e sviluppo. La densità più contenuta fa sì che agisca una minore forza di trascinamento sui piatti rotanti all'interno dell'hard disk, riducendo di conseguenza l'energia richiesta per azionare il motore che muovere la meccanica all'interno del prodotto.

La densità più bassa riduce drasticamente anche le forze fluidodinamiche che colpiscono i piatti e i braccetti delle testine, consentendo ai piatti di essere meno distanti l'uno dall'altro e alle tracce di essere più vicine tra loro. Questo permette quindi di inserire sette piatti in 3,5 pollici(il limite odierno è cinque) e al tempo stesso aumentare la densità delle informazioni scritte sui supporti.
Le minori forze di taglio e la maggiore efficienza dell'elio nella conduzione termica permettono al disco di raggiungere temperature  e rumorosità inferiori. "I benefici di un hard disk riempito con l'elio si conoscono da molto tempo. L'innovazione sta nella produzione e nel progetto, che sigilla l'elio all'interno dell'hard disk in modo conveniente garantendo volumi di produzione elevati", ha dichiarato Steve Campbell, a capo delle operazioni tecnologiche di HGST.
La nuova soluzione è stata dimostrata durante il Western Digital Investor a Irvine, California. All'evento Hitachi ha confrontato un nuovo disco con elio e una soluzione equivalente ad aria, comprovando una riduzione dei consumi del 23%. Un dato interessante, che però va messo in prospettiva: tenendo conto che il nuovo hard disk ha due piatti in più, il miglioramento in termini di watt per terabyte è pari al 45 percento. Parallelamente il disco ha raggiunto una temperatura operativa inferiore di 4 gradi.
Insomma, un'ottima soluzione sotto i punti di vista, anche se non si conoscono i prezzi, né le caratteristiche tecniche precise dei prodotti che arriveranno in commercio. Hitachi ha promesso di fare maggiore chiarezza il prossimo anno, quando si terrà il debutto ufficiale degli "hard disk all'elio".

tomshw.it

mercoledì 18 luglio 2012

Harddisk prototipo che durano 10 milioni di anni


Schema di un deposito per scorie nucleari

L'agenzia francese ANDRA ha realizzato un hard disk che dovrebbe durare 10 milioni di anni. Il suo scopo? Avvisare l'umanità dei depositi di scorie nucleare sotterranei.

Realizzare un hard disk capace di salvare dati per 10 milioni di anni è possibile. Secondo Patrick Charton della ANDRA, l'agenzia francese che si occupa di gestire le scorie nucleari, basterebbe un disco di zaffiro con incisioni a base di platino.
Il prototipo, mostrato all'Euroscience Open Forum, è costato 25 mila euro e ha uno scopo ben preciso: avvertire gli uomini del futuro che sotto determinate zone del suolo c'è un deposito di scorie nucleari. Sono numerosi i paesi che pensano che il modo sicuro per stoccare i pericolosi scarti radioattivi sia costruire enormi bunker sotterranei. E con più se ne costruiranno, maggiore attenzione dovrà essere fatta da chi in futuro dovrà compiere trivellazioni di qualche tipo.

Come far giungere questa importante informazione all'uomo del futuro? Semplice, con il nuovo "hard disk" dell'ANDRA, composto da due differenti dischi di zaffiro industriale con un diametro di 20 centimetri. Su un lato sono incise immagini o testi grazie al platino - un singolo disco può archiviare 40mila pagine miniziaturizzate - dopodiché i due dischi vengono fusi insieme molecolarmente.
Ai futuri "archeologi" basterà un microscopio per leggere le informazioni. Anche se l'unico dubbio, oggi, è in quale linguaggio scriverci sopra: le lingue mutano nel corso tempo e ciò che per noi oggi potrebbe essere comune e comprensibile, tra migliaia di anni potrebbe rivelarsi oscuro.
Per quanto concerne la durata delle informazioni, è bene sapere che il dato dei 10 milioni è stato ricavato attraverso un test: i dischi sono stati immersi in un acido per testare la loro resistenza e simulare l'invecchiamento. Da qui il dato astronomico. La soluzione dell'ANDRA è una delle tante in corsa: nel 2014 o 2015 le idee in campo saranno scremate per arrivare a un lotto di soluzioni fattibili tra cui decidere la strada da seguire.

tomshw.it