domenica 15 luglio 2012

Intel investe nei chip di nuova generazione

Tecnico con un "wafer" di silicio
Il colosso di Santa Clara ha ufficializzato l’investimento per entrare come socio di minoranza in ASML, società olandese che produce macchine per l’incisione dei circuiti elettronici sui wafer di silicio. Obiettivo dell’operazione, che prevede un fondo di un miliardo di dollari per la ricerca e sviluppo: ridurre i costi di produzione dei processori del 30-40% entro i prossimi due anni.





Intel vuole alzare ulteriormente l’asticella prestazionale della legge di Moore. E dare ulteriore valore a un asset fondamentale come le sue ben note “fab”, le fabbriche che sforano ogni anno milioni di processori per computer, device digitali e apparati utilizzati in diversi settori verticali (automotive compreso).

Il colosso di Santa Clara ha infatti ufficializzato che investirà 3,1 miliardi di dollari per rilevare una quota di minoranza (pari al 15%) di ASML e metterà a disposizione un altro miliardo di dollari per finanziare le attività di ricerca e sviluppo della società olandese, prima al mondo nel settore delle macchine per l’incisione dei circuiti sui wafer di silicio.

L’operazione ha un fine ben preciso: accelerare entro i prossimi due anni l’adozione di tecnologie di processo di nuova generazione riducendo i costi per singolo “die” nell’ordine del 30-40%. Questo almeno l’obiettivo cui punta Intel e reso noto pubblicamente in una nota dal Chief Operating Officer della compagnia, Brian Krzanich. 

L’ulteriore salto in avanti delle tecniche di lavorazione del wafer prevede in modo particolare l’utilizzo di formati da 450 millimetri in alternativa agli attuali da 300 millimetri e di sistemi EUV, Extreme ultraviolet lithography. I benefici aspettati, al di là del numero di transistor integrati in un chip (che secondo la legge di Moore raddoppiano ogni 18 mesi), sono sostanzialmente legati all’efficienza produttiva e secondo gli analisti di RBC Capital si parla di un saving sui costi nell’ordine dei due miliardi di dollari l’anno.

L’accordo non darà ad Intel il diritto di esclusiva sui futuri prodotti di ASML ma gli addetti ai lavori sono convinti del fatto che la società di Santa Clara trarrà dall’investimento sensibili effetti positivi in un momento di mercato difficile (causato dallo spostamento di domanda dai pc consumer ai device mobili), che registra non a caso il warning sui ricavi del secondo trimestre (previsti in discesa dell’11% rispetto ai primi tre mesi dell’esercizio) lanciato ieri dalla storica rivale Amd.

venerdì 13 luglio 2012

Domini.it accentati si parte

Istituto di Informatica e Telematica

A far data da oggi pomeriggio (11 luglio) il Registro .it, che rappresenta una sorta di anagrafe di tutti i nomi di dominio recanti il suffisso .it, e che é gestito dall'Iit-Cnr, l'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche, permette di registrare nomi con gli accenti come papà.it o caffè.it.
Si potranno quindi differenziare parole in base alla loro accentazione, come lèggere.it e leggère.it; inoltre viene permesso anche l'utilizzo di caratteri di uso comune in lingue straniere come ad esempio francese e tedesco quali la cediglia di garçon.it o la Eszett di straße.it.

 Questa opportunità si chiama Internationalized Domain Name (Idn) e apre alla possibilità di registrare domini uguali: per esempio nomi e marchi che sino a ora, pur nella loro internazionalità, erano esclusi dal divide linguistico. Questo non capitava solo all'estero, ma anche nelle regioni italiane bilingue, come Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige.
Le registrazioni saranno aperte a tutti i Paesi dello Spazio economico europeo (See), quali Islanda, Norvegia e Liechtenstein, nonché allo Stato della Città del Vaticano, alla Repubblica di San Marino e alla Svizzera.

 Il passo successivo, così come dichiarato da Domenico Laforenza, direttore dell'Iit-Cnr e del Registro .it, sarà l'estensione degli Idn a tutte le ligue ufficiali dell'Unione Europea, così da abbattere ogni frontiera linguistica nella registrazione dei domini .it.
I nomi a dominio saranno accettati e registrati secondo l'ordine di arrivo delle richieste.
L'iniziativa è stata accolta molto negativamente da numerosi utenti, che prevedono un notevole incremento del typosquatting e del phishing.

zeusnews.it

giovedì 12 luglio 2012

LinkedIn, restyling in vista


Professional Social Network


LinkedIn these days may be the social network that is used most by those looking for a new job (and not the place to read tweets), but the company has long wanted to be seen as the place for a whole lot more, and we’re now getting a glimpse of how it plans to put that into action. LinkedIn has been quietly rolling out a new version of its homepage to some of its 160 million+ users — the first major update in years — with a layout that will put a lot more emphasis on building out relationships, make better use of socially curated news content — and, if things go according to plan, should make the site a lot more sticky.

We’ve had three different people contact us about the new-look LinkedIn, and a spokesperson for the company has also confirmed as much:
“We are always looking for ways to make it easier for LinkedIn members to get more value out of our services by creating simpler, more relevant experiences, so we are currently testing a new design for the LinkedIn homepage with a handful of members,” he told TechCrunch.

Judging by the number of tips we’ve already received on the new look (and those that we’ve spotted discussing it online), it could move from test phase to wider rollout in a matter of weeks.
So what’s on the new site? Many of the same elements are there as before, but in more dynamic ways.


Data Center a impatto zero: la francese Ovh è al top!



Una delle sedi dell'opeartore Francese

L’azienda francese di Web hosting ha terminato la costruzione del suo quarto data center di Roubaix, fiore all’occhiello di una rete di infrastrutture che si vanta di essere vicina all’ecosostenibilità totale. Grazie a un sistema di raffreddamento ad aria, i consumi toccano livelli bassissimi. E alle porte ci sono nuovi servizi anche per le aziende italiane.

Accanto ad Apple e ai suoi progetti di data center green, in via di sviluppo in North Carolina e Oregon e basati soprattutto sull’energia solare, c’è anche un nome meno celebre – almeno da questa parte dell’oceano e delle Alpi –, quello francese di Ovh, che a costruire un business IT all’insegna del rispetto dell’ecosistema ci aveva già pensato da tempo.

L’operatore di web hosting con sedi nazionali a Parigi e Roubaix ha quasi ultimato la costruzione del suo quarto data center ubicato nella cittadina della Francia settentrionale, oltre a essere impegnata a edificare un container DC a Strasburgo, nonché il suo primo campus di gestione dati in Nordamerica, Montreal.

Il grande edificio numero quattro di Roubaix non è un data center qualsiasi: grazie a un sistema di raffreddamento ad aria, i server sono mantenuti alla giusta temperatura con un dispendio minimo di energia, facendo ricorso a dei ventilatori ed evitando l’aria condizionata. In termini un po’ più tecnici, il sito presenta un rapporto PUE (Power usage effectiveness) particolarmente basso, con un indice collocato tra 1,1 e 1,2.

Un numero che rappresenta un buon traguardo, gradualmente migliorato (era 1,6 nel 2003) e nettamente più “ecologico” rispetto al valore tipico di 2,2 dei data center tradizionali. Per dare un’idea del consumo medio di questo tipo di soluzioni all’avanguardia, attualmente Ovh utilizza meno di 10 W per raffreddare un server da 100 W.

Altri centri dati dell’azienda sfruttano metodi di raffreddamento a liquido: abbattendo di circa il 70% il calore prodotto dal processore dei server, questa tecnica permette di dimezzare i costi energetici. Un piccolo quantitativo di aria condizionata, o in certi casi la semplice ventilazione sono in grado di eliminare il restante 30% di calore. 

ictbusinnes.it

mercoledì 11 luglio 2012

Riciclare e-waste conviene: un mercato sconosciuto da 21 mld USD


una catasta di e-waste


Gli esperti di e-Waste Academy hanno stimato che la spazzatura elettronica valga più di 21 miliardi di dollari, considerando la presenza di oro e argento. Oggi si ricicla solo al 15%, dimenticando totalmente il problema della gestione risorse.

"Modelli di consumo più sostenibili e il riciclaggio dei materiali sono essenziali se i consumatori continuano a godere di dispositivi high-tech per qualunque cosa, dalla comunicazione moderna ai trasporti e gli edifici intelligenti", sostiene Luis Neves, presidente di GeSI. "Un giorno, tra non molto, la gente penserà a queste costose inefficienze e si chiederà come abbia potuto essere così miope e sconsiderata nella gestione delle risorse naturali", ha aggiunto Ruediger Kuehr, segretario generale di StEP. Questi i primi commenti degli addetti ai lavori che hanno partecipato al primo incontro mondiale sullo smaltimento dei rifiuti elettronici, organizzato dal Solving the E-waste Problem (StEP) delle Nazioni Unite e dal Global e-Sustainability Initiative (GeSI).


martedì 10 luglio 2012

Le telco Italiane verso la tecnologia NFC: Telecom e Wind all'avanguardia



Se sembrava che in Italia fosse una situazione molto statica per quanto riguarda il mondo NFC, Il sole 24 ore raggruppa per noi una serie di nuovi servizi lanciati in Italia da aziende più disparate.
La prima è Telecom Italia, che insieme ad AliasLab e Cir Food, permette ai propri dipendenti di pagare la mensa tramite NFC inserito direttamente nella SIM card, in modo da poter funzionare anche a cellulare completamente scarico. Anche Wind in modo molto simile, ma con il chip integrato dentro uno smartphone Samsung, ha permesso ai suoi dipendenti con badge di pagare la mensa tramite credito telefonico. La stessa azienda ha promesso l’adozione di NFC per i pagamenti anche nei propri store entro fine del 2012.
Ultima, ma non per importanza, Qui Group che ha permesso ai dipendenti di 50 esercenti di Genova di pagare la mensa con i buoni pasto scalabili tramite applicazione per smartphone e NFC. In alternativa, per chi non fosse dotato di questa tecnologia è possibile sfruttare bluetooth o una connessione GPRS.

nfcitaliaworld.it