domenica 30 settembre 2012

I giochi di Windows 8 si chiameranno Xbox games, continua l'integrazione con la console

Uno screenshot che parla da se


Were you among those who jumped for joy when Windows Explorergot its new moniker? Good news, nomenclature fans, for Redmond has decided to label its new OS' built-in games and titles obtained from the Windows Store as "Xbox Windows." Along with the new branding, venerable Windows titles like Minesweeper, Solitaire and Mahjong will also offer Xbox Achievements, so you can bulk up your Gamerscore while wasting time at work. Full details of the achievement and point totals can be found at the source links below.

SOURCE

endgadget.com

martedì 25 settembre 2012

Tastiera nfc migliora la produttività, ma con batteria inamovibile: a chi serve?



NFC is used primarily for enjoyable activities, like buying thingssharing content and making QR codes feel old. But Japanese company Elecom is looking to change all that with a compact keyboard that exploits NFC for productivity. The silicon menace requires a companion app and is compatible with Android phones running Gingerbread (2.3.4) and up. If the bundled case had you sold on the peripheral, you may want to reconsider. The retail price is a sizeable 18,690 yen (approximately $240), and what's worse, the battery is neither rechargeable nor replaceable, so you'll have to bin it after the stated six months to a year 18 months (eight hours a day) of life. Still interested? Then head over the break for a video demo from Norwegian co-development company one2TOUCH.

lunedì 24 settembre 2012

Silice ecocompatibile ad opera di ricercatori dell' Università del Salento.

Una spugna marina


La silice, o biossido di silicio, è un minerale estremamente abbondante in natura, fondamentale per la produzione di fibre ottiche e diversi tipi dispositivi elettronici. E ora è disponibile anche in versione green. Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di nanoscienze del CNR (Nano-Cnr) ha infatti messo a punto un nuovo metodo per la produzione industriale di questo materiale, che si ispira a quello utilizzato nel mondo animale dalle spugne marine. Lo studio, realizzato in collaborazione con l'Università tedesca di Mainz, è stato pubblicato su Nature Scientific Reports.

I metodi convenzionali per la produzione di silice impiegano temperature elevate e soluzioni caustiche, risultando estremamente costosi e inquinanti. I ricercatori del Nano-Cnr hanno invece cercato una soluzione alternativa, che fosse più ecocompatibile. “In natura esistono diversi organismi in grado di sintetizzare la silice”, ha spiegato Dario Pisignano del Nano-Cnr, coordinatore della ricerca: “Molti tipi dispugne di mare, per esempio, impiegano una proteina, la silicateina, per innescare la sintesi di silice e guidarne la crescita in strutture ordinate che diventano l’impalcatura del loro scheletro”.

Lavorando nei laboratori Nnl dell'Università del Salento, il team di ricercatori, di cui fanno parte Alessandro Polini, Stefano Pagliara e Andrea Camposeo, è riuscito a copiare il meccanismo biologico utilizzato dalle spugne, realizzando un processo estremamente ecocompatibile, che permette di guidare e controllare la crescita dellasilice secondo geometrie stabilite a priori.

“Utilizzando una variante sintetica della silicateina e tecniche litografiche, abbiamo guidato la crescita di silice in geometrie controllate. Le microfibre artificiali ottenute sono analoghe alla struttura microscopica dello scheletro di una spugna naturale”, spiega ancora Pisignano: “Strutture di questo tipo potrebbero essere integrate come guide ottiche per la luce in micro-dispositivi portatili, i cosiddetti lab-on-a-chip , dove è necessario trasportare segnali luminosi per distanze molto ridotte con estrema precisione.”

Già in fase di brevettazione, il metodo scoperto dai ricercatori del Nano-Cnr potrebbe trovare applicazione anche nella produzione di dispositivi elettronici, come transistor e circuiti integrati, dispositivi medici e come materiale isolante per l'elettronica. “I prossimi passi saranno rivolti a controllarne meglio la crescita, per realizzare nuove geometrie e a ottimizzare le caratteristiche ottiche ed elettroniche della biosilicesintetica” ha concluso Pisignano.


galileonet.it

sabato 22 settembre 2012

Cassazione, nessun obbligo di iscrizione per blog e siti web

La Cassazione ha chiuso definitivamente il caso del blogger Carlo Ruta: i blog e i siti web non sono obbligati all'iscrizione nel registro delle testate giornalistiche. La legge fa riferimento solo alle attività di riproduzione tipografica.











I blog e i siti amatoriali non sono obbligati a registrarsi come testate editoriali. La conferma è giunta da una recente sentenza della Cassazione che si è espressa definitivamente sul caso di Carlo Ruta, un blogger siciliano che da sei anni combatte per la libera informazione. È stato condannato in primo e secondo grado del reato di stampa clandestina, ma la Cassazione ha azzerato tutto.

"[...] ai sensi dell’art. 1, L. 47/1948 (disposizioni sulla stampa) sono considerati stampe o stampati tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisici, in qualsiasi modo destinati alla pubblicazione [...] dall'esame di detta disposizione si evince che – ai fini della sussistenza in senso giuridico del prodotto stampa – necessitano due condizioni: a)un'attività di riproduzione tipografica, b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività", hanno sottolineato i giudici nella sentenza", hanno ricordato i giudici.

Ecco quindi decadere ogni accusa e sentenza: un giornale telematico è escluso dagli obblighi di registrazione poiché non rientra nelle condizioni previste dalla legge. E se si tira in ballo la successiva modifica della disciplina sull'editoria, approvata nel 2001, la sostanza non cambia perché la registrazione dei giornali online è dovuta solo "per ragioni amministrative ed esclusivamente ai fini della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l'editoria".

Questione chiusa? "Ni", direbbero gli esperti in materia. L'avvocato IT Guido Scorza, sul Fatto Quotidiano, ha ricordato che l'ultimissima modifica alla legge - il 16 luglio - ha previsto anche un parametro finanziario. In pratica l'iscrizione è obbligatoria anche per le testate la cui attività editoriale supera i 100mila euro di ricavo annuo.

Insomma, la Cassazione potrebbe essere chiamata a esprimersi nuovamente sull'argomento.

tomshw.it

venerdì 21 settembre 2012

Il peso di Facebook sulle votazioni

Barak Obama si ri-candidato alle prossime presidenziali


La guerra intentata dal social network ai falsi like promette di sgonfiare le pagine delle aziende dei mi piace fasulli, con rischio di perdere, a catena, anche quelli veri. 

Ma il contagio su Facebook può essere anche più diretto. Se infatti di mezzo c’è l'ascendente dei propri amici, allora il social network può fare moltissimo, come portare 340mila statunitensi alle urne grazie a un semplice post. Lo rivela uno studio dell’équipe di James Fowler, politologo presso la University of California di San Diego, che si è guadagnato la copertina di Nature. Un’analisi che non passa certo inosservata alla vigilia delle elezioni presidenziali Usa, con lo scontro tra Obama e Romney alle porte. 

Nel 2010, il team californiano ha misurato il potere di mobilitazione di Facebook mostrando o meno un messaggio sulla homepage del social network in occasione del giorno delle elezioni di metà mandato. In particolare, per valutare l’affluenza alle urne, Fowler e il suo team hanno studiato un campione di utenti (61 milioni) a cui il social network aveva riservato diverse versioni di un post. Nella maggior parte dei casi (a circa 60 milioni di utenti) il messaggio social mostrato conteneva l’invito a votare, una lista dei seggi locali e un pulsante   “I Voted”' per confermare la propria presenza alle urne. Inoltre, sotto l’invito erano visualizzate le foto di alcuni amici votantie il numero totale di utenti aderenti all’iniziativa. Un altro gruppo di 600mila utenti invece aveva ricevuto un messaggio anonimo di invito al voto senza l’aggiunta di foto degli amici, e altri 600mila non avevano ricevuto alcun messaggio. 

Secondo le previsioni, gli utenti raggiunti dal messaggio accompagnato dalle foto di amici votanti si sono rivelati più propensi a recarsi alle urne rispetto a tutti gli altri. Lo dimostrano chiaramente i dati raccolti incrociando i registri elettorali disponibili pubblicamente con i risultati della campagna di Facebook: il tasso di partecipazione al voto era molto più alto nei primi rispetto agli elettori che non avevano ricevuto il messaggio o che non avevano visto le immagini familiari

In definitiva, il social network avrebbe portato ben 60mila elettori alle urne coinvolgendoli direttamente. In aggiunta, il contagio innescato dai legami di amiciziaavrebbe mobilitato almeno altri 280mila votanti, per un totale di 340mila utenti effettivamente coinvolti dal messaggio sul social network. Ovvero quelli non che si erano semplicemente limitati a esprimere le loro intenzioni su Facebook. Tra i votanti ci sarebbe anche un 4% di utenti amanti del bluff che hanno dichiarato di aver votato per poi non presentarsi affatto alle urne. Un altro dato interessante riguarda la natura delle amicizie che inducono maggiormente a recarsi alle urne: le foto di amici di vecchia data hanno un effetto più pronunciato sulla chiamata al voto

Come è logico immaginare, i ricercatori non hanno mai condiviso con Facebook i dati sensibili ottenuti attraverso i registri elettorali. Zuckerberg ha dovuto perciò accontentarsi di conoscere i risultati parziali dello studio, ma non è da escludere che in futuro il suo social network rivestirà un ruolo di spicco nelle campagne elettorali.


galileonet.it

giovedì 20 settembre 2012

Hitachi fa le prove per un hdd a elio da 7 Terabyte


Hitachi ha svelato un hard disk contenente elio anziché aria. Secondo l'azienda l'uso del gas consente di collocare più piatti in un prodotto e scrivere più informazioni su un singolo supporto. Inoltre ci sono vantaggi anche per i consumi e le temperature.


Hard disk pieni di elio per realizzare prodotti da 3,5 pollici da 7 terabyte già nel 2013. Hitachi Global Storage, parte di Western Digital, ha annunciato una nuova soluzione tecnologica per incrementare la capacità dischi fissi e abbassare il cosiddetto "costo di possesso" (TCO) per i clienti del settore enterprise e cloud.
Non si tratta quindi, almeno inizialmente, di una proposta indirizzata al mercato consumer, bensì a chi ha un datacenter e deve affrontare l'esplosione del fenomeno del cloud computing, ancora agli albori e nei prossimi anni sempre più centrale. Insomma, chi ha bisogno di molti hard disk con un'elevata capacità.

"La densità dell'elio è un settimo di quella dell'aria e questo offre vantaggi rilevanti", ha dichiarato l'azienda, sottolineando che il prodotto è frutto di sei anni di ricerca e sviluppo. La densità più contenuta fa sì che agisca una minore forza di trascinamento sui piatti rotanti all'interno dell'hard disk, riducendo di conseguenza l'energia richiesta per azionare il motore che muovere la meccanica all'interno del prodotto.

La densità più bassa riduce drasticamente anche le forze fluidodinamiche che colpiscono i piatti e i braccetti delle testine, consentendo ai piatti di essere meno distanti l'uno dall'altro e alle tracce di essere più vicine tra loro. Questo permette quindi di inserire sette piatti in 3,5 pollici(il limite odierno è cinque) e al tempo stesso aumentare la densità delle informazioni scritte sui supporti.
Le minori forze di taglio e la maggiore efficienza dell'elio nella conduzione termica permettono al disco di raggiungere temperature  e rumorosità inferiori. "I benefici di un hard disk riempito con l'elio si conoscono da molto tempo. L'innovazione sta nella produzione e nel progetto, che sigilla l'elio all'interno dell'hard disk in modo conveniente garantendo volumi di produzione elevati", ha dichiarato Steve Campbell, a capo delle operazioni tecnologiche di HGST.
La nuova soluzione è stata dimostrata durante il Western Digital Investor a Irvine, California. All'evento Hitachi ha confrontato un nuovo disco con elio e una soluzione equivalente ad aria, comprovando una riduzione dei consumi del 23%. Un dato interessante, che però va messo in prospettiva: tenendo conto che il nuovo hard disk ha due piatti in più, il miglioramento in termini di watt per terabyte è pari al 45 percento. Parallelamente il disco ha raggiunto una temperatura operativa inferiore di 4 gradi.
Insomma, un'ottima soluzione sotto i punti di vista, anche se non si conoscono i prezzi, né le caratteristiche tecniche precise dei prodotti che arriveranno in commercio. Hitachi ha promesso di fare maggiore chiarezza il prossimo anno, quando si terrà il debutto ufficiale degli "hard disk all'elio".

tomshw.it